Con riferimento alla sentenza del Tar Lazio n. 5483/2013, depositata lo scorso 31 maggio 2013 e di cui vi è già ampia eco in rete, CNM - AIMFI unitamente al Simmas, precisano [...]

Con riferimento alla sentenza del Tar Lazio n. 5483/2013, depositata lo scorso 31 maggio 2013 e di cui vi è già ampia eco in rete, CNM - AIMFI unitamente al Simmas, precisano che la stessa definisce un giudizio introdotto da Associazione Italiana Fisioterapisti AIFI nei confronti del Ministero della Salute e dell'Associazione Italiana Massofisiterapisti AIMFI, con riferimento al presunto silenzio-inadempimento che il Ministero stesso avrebbe opposto a diffida dell'8.10.2012, con cui la medesima ricorrente chiedeva la modifica del portale istituzionale ministeriale, ed in particolare l'esclusione dei Massofisioterapisti dall'elenco delle professioni sanitarie ivi contenuto.

In tale giudizio, intervenivano ad opponendum anche Istituto Enrico Fermi Perugia srl e Comitato Nazionale Massofisioterapisti - CNM.

La sentenza in questione dispone il rigetto del ricorso, ritenendolo inammissibile, determinando la soccombenza di AIFI ed evidenziando come il Ministero avesse già formalmente risposto con sostanziale diniego ad una prima formale diffida avente il medesimo oggetto, attraverso comunicazione del novembre 2011.

Secondo lo stesso Tribunale, tale comunicazione ha determinato il venir meno del presupposto stesso del silenzio-inadempimento, concretandosi in una formale risposta dell'Amministrazione, la quale peraltro motivava la propria decisione di pubblicazione della figura del Massofisioterapista su una consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, formalizzata anche in circolare ministeriale del 22.1.2010.

Da qui, l’insussistenza dell’obbligo del Ministero di riprovvedere su questione allo stato già definita" (sottolineatura aggiunta).

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